La nostra convivenza (al nido) sta per finire ....


Ancora quando Alessandro era solo nei miei pensieri, di una cosa ero sicura, avrebbe frequentato il nido...
Non era in previsione però il fatto che,  un anno di asilo nido lo avrebbe vissuto con me...
Bhe è giunta l'ora di tirare le somme...visto e considerato che questa è anche la nostra ultima settimana, l'ultima settimana in cui avro' la fortuna di spiarlo, di godermi i suoi gesti di nascosto.
Ammetto che non è stata sempre facile questa convivenza...Se da settembre a Natale è stata abbastanza una passeggiata, inquanto Ale era piccolino, voglioso di interagire con il mondo e ancora non aveva ben chiaro che senso avevo io nella sua giornata..
tanto da rifiutarmi alla volte portandomi quasi  a restarci male...(, non voleva venire da me.... e anche se mi vedeva passare non faceva una piega!)
Tanto che spesso, prima della sua uscita, appena finiva di mangiare me lo andavo a prendere e lo tenevo in sezione con me, fino all'arrivo della nonna o del papà...
Era facile anche gestire le assenze del papà, era solo una mera fatica fisica, perchè una volta arrivati all'asilo al mattino, si staccava da me ed era indipendente... 
Poi all'incirca dopo Natale le cose son cambiate, lui è cresciuto in tutti i sensi...e pian piano ha cominciato a capire che al mattino spesso altri bambini attiravano la mia attenzione...senza un reale motivo comprensibile.
Pian piano ha cominciato a reclamare la mia presenza, a piangere e a cercarmi se mi vedeva passare di sfuggita (fortunatamente Ale è un bambino facilmente consolabile...) ad essere geloso degli altri bimbi.
Tutto questo a volte creava brevi momenti di panico.
Alessandro adesso ha un carattere forte... è testardo, è permaloso, è un pò irascibile...
Ma sa essere anche tanto tenero....anche se' è un bambino di due anni,  nel pieno della fase dei terribili due...
Ammetto quindi che la convivenza negli ultimi mesi non è sempre stata facile, complice la stanchezza tutto si amplificava... 
Il nido poi strutturalmente non aiuta, le sezioni non sono ben circoscritte, c'è una sola zona cambio, una solo zona pranzo e al mattino l'accoglienza è fatta in un unico punto..
Io personalmente ho cercato di gestire i momenti di difficoltà al meglio...
Se piangeva per gelosia, trovavo sempre il modo per fargli capire che al primo posto c'era     lui, lo facevo interagire con gli altri miei nanetti...non lo sgridavo mai.
Ho sempre lasciato alla sua educatrice il compito di sgridarlo, di dargli delle regole o dei permessi
Le uniche volte in cui mi son permessa di intervenire o agire poi mi sono spiegata o scusata...
e devo ammettere che la mia collega è sempre stata molto brava nel gestire questa situazione-
Credo di essere stata brava anche io...ho imparato a fidarmi totalmente della mia collega, ho imparato a discriminare i pianti di Alessandro (penso di essere corsa solo una volta e si era fatto fatto ma e dal pianto l'ho capito), ho imparato ad accoglierlo quando ne aveva veramente la necessità, a spiegargli che dovevo andare oltre , ad infrangere le regole all'occorenza.

Non ho mai messo Ale in una posizione privilegiata,ma nemmeno l'ho voluto considerare a tutti i costi uguale agli altri...
E' stato tutto un assestarsi di emozioni, anzioni,pensieri, modi di agire...
Ho avuto il supporto di tutte le mie colleghe, delle ausiliarie, della cuoca...
Lo rifarei?
Si.
Non avrebbe avuto senso portare Alessandro in un asilo nido diverso, avendo la consapevolezza di conoscere appieno e di apprezzare il luogo che avrebbe frequentato solo per non incappare in nessun rischio.
Ripeto, non è stato sempre facile anzi a volte è stato faticoso, ma spesso bello sbirciare, vedere il suo modo di interagire, decidere di non agire pur avendo la consapevolezza di cosa aveva bisogno in quel momento il mio bambino
L'ideale sarebbe avere una struttura diversa...con sezioni ben divise per evitare certi empasse...
Ma non si puo' generalizzare in quanto il mio modo di gestire la situazione sarà ben diverso dal modo di gestire la convivenza che avrà la mia collega a settembre rientrando e la sua bambina è diversa da Alessandro.
Se fossi stata una mamma ipersensibile, iperprotettiva non ce l'avrei fatta, fortunatamente il mio IO Educatrice, ha quasi sempre avuto la meglio.
Nei momenti di difficoltà ho chiesto aiuto e le mie colleghe son sempre state fantastiche tutte.
E' stata una prova a volte dura ma bella...
A settembre Ale ricomincerà da solo, avrà la possibilità di vivere piu' serenamente ogni momento e a me mancherà tanto non poter sbirciare nel suo mondo....



...

Commenti

  1. Sei stata bravissima, deve essere stata una situazione davvero complessa da gestire.
    Un abbraccio

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